Conservazione di Immagini e cataloghi: un approfondimento sul formato FITS

Crescenzo Tortora, sul sito di Agenda Digitale, approfondisce il tema del formato FITS che viene utilizzato per immagini e cataloghi.

Su Agenda Digitale, Crescenzo Tortora ha dedicato un approfondimento al formato FITS, specificamente vocato per immagini e cataloghi, “utile - come scrive l’autore in premessa - per un conservazione, scambio e processamento dei dati”, come dimostra un suo recente utilizzo per la digitalizzazione di 8.0000 manoscritti della Biblioteca Apostolica Vaticana.

Gli astronomi - si legge in apertura dell’articolo - hanno bisogno di un formato di file particolare per le immagini e i cataloghi, che conservi molte informazioni e la qualità dei dati, e che renda facile l’analisi di questi dati. L’estensione usata è .FITS, che sta per Flexible Image Transport System (in italiano Sistema flessibile di trasporto delle immagini). Questo formato non proprietario è perfetto per la conservazione, lo scambio e il processamento dei dati, tre usi che gli astronomi si trovano a fare abitualmente: le immagini in formato FITS sono prima create come output di un telescopio, poi trasportate da un computer a un server online, e infine perfette per essere sottoposte a varie analisi, con lo scopo finale di ottenere informazioni scientifiche sulle sorgenti astronomiche. Un file in formato FITS è formattato come una griglia multidimensionale o come una tabella, e include anche un header (in formato ASCII), che a sua volta include metadati. Tra questi metadati si possono inserire uno svariato numero di informazioni, come il nome della sorgente osservata, le coordinate della regione di cielo dove ha puntato il telescopio, numero e dimensione dei pixel dell’immagine, ecc. ecc. In alcuni casi in un singolo file FITS si possono inserire anche immagini diverse utilizzando frame diversi o attraverso un datacube (una griglia di valori multidimensionali). Ma non basta, il formato supporta interi a 64 bit. Non va infine dimenticato che anche se sono state create nuove versioni del formato FITS, un file FITS creato con versioni precedenti del formato, potrà sempre essere letto, permettendo la conservazione e l’uso dei dati al suo interno per sempre".

Continua a leggere l'articolo sul sito di Agenda Digitale.

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pubblicato il 2022/10/21 10:15:00 GMT+1 ultima modifica 2022-10-21T10:27:08+01:00

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