Nascono gli “Archives Hashtag Party” per raccontare la storia in modo diverso

Un articolo de Il Post presenta l'iniziativa di NARA - la National Archives and Records Administration - dove, attraverso i social e l'utilizzo di hastag dedicati, ogni mese gli archivi delle istituzioni americane pubblicano campagne social per svelare documenti poco conosciuti custoditi negli archivi: un modo diverso per raccontare la storia.

Un articolo del Post ci introduce alla nascita gli “Archives Hashtag Party”, campagne social per svelare documenti poco conosciuti custoditi negli archivi americani.
L'iniziativa è curata da NARA, la National Archives and Records Administration, che, ogni mese lancia una nuova storia.

Di seguito un estratto dell'approfondimento:

"Le feste mensili degli hashtag della memoria promosse dalla NARA sono state pensate con due obiettivi: attirare l’attenzione del grande pubblico sull’enorme patrimonio dell’archivio nazionale e far aumentare questa attenzione coinvolgendo organizzazioni simili come altri archivi di musei, associazioni e biblioteche. «Spesso la gente pensa agli archivi nazionali, e si ferma alla dichiarazione d’Indipendenza e alla Costituzione», ha detto al New York Times Hilary Parkinson, che si occupa di pubbliche relazioni per la National Archives and Records Administration. «Quindi questi appuntamenti social sono una grande occasione per mostrare più documenti e più archivi, e andare oltre i grandi anniversari».

Agli archivisti di archivi statali, associazioni, musei e biblioteche viene comunicato l’argomento con qualche settimana di anticipo, così possono andare a rovistare tra gli scaffali per trovare un documento possibilmente inedito. Jeannie Chen, responsabile dell’engagement digitale della NARA, fa parte della squadra di quattro persone che ha il compito di scegliere il tema a inviare l’hashtag ai 300 istituti che hanno chiesto di essere costantemente aggiornati per partecipare. Chen ha spiegato che lei e i suoi colleghi devono impegnarsi molto per cercare di rendere il tema più ampio e inclusivo possibile e in questo modo consentire a tutti gli archivi, anche quelli più particolari, di avere materiale da pubblicare. «È una di quelle cose che sembrano molto facili, in realtà comportano un sacco di lavoro», ha spiegato Chen."

Leggi l'articolo completo sul sito del Post.

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pubblicato il 2021/01/14 15:30:00 GMT+1 ultima modifica 2021-01-20T12:23:37+01:00

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