Le problematiche della firma digitale con Spid

Sul sito di Agenda Digitale, Sergio Sette, firma un articolo sui rischi della generazione di un certificato di firma digitale con Spid, partendo dall'esempio dei referendum.

Sergio Sette approfondisce il tema delle criticità di alcuni aspetti tecnici legati alla generazione di un certificato di firma digitale con semplice autenticazione Spid.

"La firma digitale - si legge nell'incipit dell'articolo pubblicato su Agenda Digitale - grazie all’emendamento Magi che l’ha resa utilizzabile per la raccolta delle firme per i referendum, e unitamente all’”aiutino” fornitole da Spid, che l’ha resa immediatamente disponibile a milioni di persone, è ora come non mai alla portata di tutti. Un effetto secondario probabilmente non voluto, una combinazione di fattori particolari, in parte casuali, che ha avuto il pregio di riuscire là dove nessuna campagna di promozione all’utilizzo del digitale era mai riuscita; un’occasione irripetibile che non deve essere persa."

Tra gli argomenti trattati:

  • l’emendamento Magi
  • la fase transitoria e la “firma Spid”
  • che cosa abbiamo imparato da questa esperienza
  • l’articolo 65 (autenticazione e sottoscrizione - i rischi).

Leggi l'articolo completo sul sito di Agenda Digitale.

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pubblicato il 2021/10/26 16:20:00 GMT+2 ultima modifica 2021-10-28T12:29:07+02:00

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