Garante Privacy: cautela nell’uso dei dati per la medicina di iniziativa

Con un apposito parere, il Garante per la protezione dei dati personali si è espresso sull'utilizzo dei dati in tema di medicina d'iniziativa sulla base di uno schema di regolamento della Provincia autonoma di Trento, esortando alla cautela nell’uso dell’algoritmo per individuare i pazienti a rischio.

Con un apposito parere, il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso un sì condizionato su uno schema di regolamento della Provincia autonoma di Trento riguardante la medicina di iniziativa nel servizio sanitario provinciale.

Di seguito il testo con cui viene presentato il pronunciamento: "Il tema della medicina d'iniziativa - in sintesi, un modello assistenziale di gestione delle malattie croniche che punta sulla prevenzione attraverso l'analisi dei big data e l'uso dell'intelligenza artificiale - era già stato affrontato dal Garante nel parere reso lo scorso maggio alla medesima Provincia su un disegno di legge, poi divenuto legge. Già in quell'occasione l'Autorità aveva ritenuto che l'articolo del d.d.l, con il quale la Provincia intendeva introdurre una idonea base normativa per consentire il trattamento dei dati sanitari a fini di medicina d'iniziativa, presentasse numerose criticità."

Nel regolamento, inoltre, dovrà essere ben specificato che i dati potranno essere diffusi solo in forma anonima o che non consenta di risalire all'identità dei soggetti interessati.

Il Garante, infine, ha fornito puntuali indicazioni per conformare il Disciplinare tecnico allegato al regolamento alle regole e alle garanzie in materia di protezione dei dati.

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pubblicato il 2020/11/17 18:53:00 GMT+2 ultima modifica 2020-11-19T18:48:45+02:00

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