Il sound archiving per tramandare la memoria di Norimberga

Le iniziative in atto, e quelle molto innovative proposte nel recente passato, per digitalizzare le trascrizioni del processo ai nazisti registrate su circa 2.000 dischi in vinile

Tra il 1945 e il 1946, Norimberga, in Germania, ospitò il processo ai nazisti responsabili della Shoah e di altri crimini umanitari nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Il processo fu istituito dalle Forze Alleate, vincitrici del conflitto, e segnò simbolicamente la fine dell’era nazista e il tentativo di rendere giustizia ai milioni di persone vittime del loro operato.

All’epoca l’evento fu largamente seguito dalla carta stampata, mentre per la televisione, ancora agli albori, furono filmate solo poche decine di ore di dibattimenti. In aggiunta a questi resoconti, il Tribunale tedesco produsse e rilasciò le trascrizioni integrali di tutte le sedute, per un totale di un milione di pagine che ad oggi costituiscono la principale fonte documentaria sul processo.

Sempre su iniziativa della corte, durante il processo si effettuarono moltissime ore di registrazioni audio, per un totale di 1.942 dischi in vinile. Un vero e proprio affresco sonoro di uno degli eventi più significativi della Storia del ‘900, fino ad oggi però, rimasto praticamente ignorato. Al termine del processo infatti, i dischi furono inviati al Tribunale Internazionale dell’Aia e lì sono rimasti inutilizzati per decenni.

“È come se fossero stati dimenticati. Non persi, ma dimenticati”. Questo il pensiero di Ottar Johnsen, professore di Teoria dei segnali presso l’Università di Friburgo. Johnsen fu chiamato in causa nel 2006, quando gli archivisti del tribunale internazionale valutarono che i dischi fossero in uno stato di estrema fragilità e si misero alla ricerca di una soluzione che permettesse di digitalizzarli senza ricorrere ai metodi e alla tecnologie tradizionali, considerati troppo rischiosi. Memore di un progetto promosso presso gli Archivi Sonori della Svizzera, Johnsen propose qualcosa di molto innovativo e originale: fotografare i dischi, per poi esaminare i solchi e da lì risalire ai suoni.

La sua intuizione è stata oggetto di recente attenzione su Public Radio International (PRI). “Il processo - spiega l’articolo- si basava sullo scatto di una fotografia della superficie del disco in una camera buia. Sono i solchi dei vinili a contenere i suoni, e per questo motivo, una foto che ne riveli i dettagli a livello microscopico può diventare un elemento fondamentale. Il negativo viene digitalizzato da uno scanner ad altissima risoluzione e infine l’immagine scansionata viene elaborata da un computer, con l’utilizzo di un algoritmo in grado di leggerne il suono”. “Dal nostro primo esperimento - afferma Johnsen - ottenemmo una registrazione molto chiara. E quando hai il suono è come se ti sentissi di nuovo nel mezzo dell’evento; con le sole trascrizioni invece, ne resti fuori”.

Ciononostante, alla fine la soluzione proposta da Johnsen non fu utilizzata. Dai suoi test emerse che i dischi erano meno fragili di quanto si fosse pensato. Era ancora possibile prendere tempo, di modo da cercare una soluzione più agevole ed economica. E oggi è stata trovata: entro il 2020 tutti i vinili saranno digitalizzati impiegando aghi fonografici estremamente sensibili, forniti da un’azienda francese.

L’intuizione di Johnsen però, non è finita a sua volta nel dimenticatoio. Dall’articolo di PRI si apprende che la Library of Congress degli Stati Uniti sta valutando la tecnologia, nel frattempo ulteriormente affinata da alcuni colleghi e competitor di Johnsen. L’intenzione è di migliorarla ulteriormente per arrivare a scannerizzare i dischi più velocemente e con una qualità audio superiore. Non solo, uno step ulteriore sarà il recupero dei suoni dai dischi rotti o rovinati. “Sarà come rimettere insieme le tessere di un puzzle”, spiega Johnsen. In attesa di ciò, negli Archivi Sonori della Svizzera si fa ancora ricorso ai suoi metodi, e alla sua attrezzatura, per digitalizzare e conservare a lungo termine vecchi programmi radiofonici e registrazioni di musica classica del passato.

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