Online l'archivio digitale Origine di Bologna

Una mappa interattiva rimanda a documenti e altre fonti sulla conformazione della città agli inizi dell’Ottocento

Grazie alla collaborazione tra un privato cittadino e l’Ufficio Open Data del Comune di Bologna, da alcune settimane è online il sito “Origine di Bologna”, archivio digitale che raccoglie e presenta su una mappa interattiva documenti, immagini e altri tipi di fonti riguardanti la conformazione della città tra la fine del diciottesimo e gli inizi del diciannovesimo secolo. Di seguito un estratto della presentazione dello strumento a cura del Comune di Bologna:

“I materiali pubblicati descrivono la città di Bologna tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’ ‘800. Elemento centrale della pubblicazione è la mappa fatta di 10 diversi livelli informativi che raccontano la storia dei nomi di strade, vie, vicoli, piazze e voltoni; la storia delle torri, degli edifici, di quelli monumentali, ma anche civili e religiosi; la storia delle abitazioni scomparse, e della numerazione dei civici antichi in vigore dall’inizio del XIX secolo fino al 1878, ma anche dell’attuale numerazione, delle botteghe storiche, delle numerose locande, trattorie, osterie, perché, si sa, Bologna è pur sempre “la Grassa”. Naturalmente non poteva mancare una sezione dedicata ai corsi d’acqua, quelli a cielo aperto e quelli tombati, e un’altra in cui sono descritti orti, giardini, prati, corti e pertinenze.

Le fonti delle informazioni sono importanti testi dei secoli XIX e precedenti e dalla cartografia storica bolognese ospitata presso la biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, e i Servizi Informativi Territoriali del Comune di Bologna, nonché dalla consultazione di manoscritti custoditi presso l’Archivio Arcivescovile di Bologna e presso l’Archivio di Stato. I testi utilizzati sono liberi da copyright e la digitalizzazione è stata eseguita dal proponente del patto di collaborazione”.

Il nuovo sito e la mappa sono stati rilasciati in formato aperto, con attribuzione di licenza Creative Commons 4.0 Internazionale (CC BY 4.0), che ne permette il riuso e l’arricchimento per scopi culturali (Free Cultural Work). Contestualmente alla loro pubblicazione, è stata creata anche una sezione loro dedicata sul sito open data del Comune di Bologna.

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