Proseguono le attività del tavolo regionale sulla digitalizzazione dei musei

Nel 2021, durante la pandemia, la Regione Emilia-Romagna ha istituito il Tavolo sulla digitalizzazione dei musei: un approfondimento sul sito regionale ci aggiorna sulle attività promosse allo scopo di incentivare l'utilizzo delle tecnologie digitali.

Sul sito della Regione Emilia-Romagna è stato pubblicato un approfondimento che aggiorna sulle attività promosse dal Tavolo sulla digitalizzazione dei musei, istituito nel 2021 su iniziativa del Servizio Patrimonio culturale dell’Assessorato regionale alla Cultura, per mettere a sistema e valorizzare i risultati dei progetti che i musei e altre istituzioni della conservazione hanno avviato durante l’emergenza pandemica, con lo scopo di sperimentare nuove modalità di fruizione, diagnostica, conservazione e accesso delle collezioni puntando sull’utilizzo delle tecnologie digitali.

Il tavolo, gestito col supporto di Art-ER e la collaborazione di Clust-ER Create, è partecipato da rappresentanti dei musei e di altre istituzioni culturali che si riuniscono periodicamente per confrontarsi sulle esperienze e i progetti di digitalizzazione in atto, con un approccio volto a far emergere le loro potenzialità e i nodi critici su cui lavorare per farli evolvere.

Nell’articolo pubblicato online si forniscono cenni e dettagli su alcuni delle esperienze in corso. Tra gli altri, il progetto Crisalide (Conservation & Restoration Innovative System to Augment Life-long-learning of Digital Evidence), promosso presso la Biblioteca comunale dell’Archiginnasio di Bologna, con il quale si punta all’utilizzo delle nuove tecnologie per rendere più efficiente il lavoro di monitoraggio e conservazione del patrimonio culturale.

Obiettivo del progetto - si legge sul sito che lo presenta - è lo sviluppo di un sistema integrato di diagnostica predittiva e digitalizzazione in modalità multispettrale applicabile nel campo della conservazione e accessibilità di opere d’arte. Il sistema sarà in grado sia di vigilare sul stato di salute delle opere (avvisando in anticipo i restauratori sul formarsi di condizioni ambientali potenzialmente dannose e supportandoli nel processo di intervento), sia di offrire al pubblico una loro completa fruizione multimediale, con nuove chiavi di lettura correlate allo stato conservativo”.

Leggi la notizia completo sul sito della Regione Emilia-Romagna.

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