Regolamento GDPR: il dato personale diventa “metagiuridico”

Michele Gorga su Agenda Digitale: un cambiamento radicale a seguito della piena entrata in vigore della normativa comunitaria

Su Agenda Digitale è stato pubblicato l’approfondimento “GDPR e natura metagiuridica dei dati personali: i nuovi diritti”, a firma di Michele Gorga. “L’entrata in vigore del GDPR - si legge nell’abstract - implica un radicale cambio di prospettiva nel trattamento dei dati personali, che diventano elementi metagiuridici. Vediamo quali sono i diritti di cui l’interessato deve essere messo a conoscenza nell’informativa e le conseguenti nuove sfide per i titolari del trattamento”.

"Con l’entrata in vigore, il 25 maggio 2018, delle norme del GDPR (General Data Protection Regulation), ossia del nuovo Regolamento Europeo n. 679/2016 - scrive Gorga in apertura - un fiume torrenziale di nuove criticità e di nuovi diritti si è abbattuto sulle aziende e sulla Pubblica Amministrazione che non hanno fatto i conti con la natura del regolamento europeo che è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri.

Il Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati attribuisce infatti nuovi diritti, nuove facoltà e nuove prerogative agli interessati. Nella nuova configurazione il principio chiave è la liceità del trattamento dei dati se e in quanto l’interessato ha dato un esplicito consenso al trattamento. In tale prospettiva il dato personale assume la funzione e, quindi, la natura di merce che il titolare del trattamento può utilizzare, valutare, trasmettere sempre però sulla base del rispetto dei principi generali di proporzionalità, adeguatezza, pertinenza e non eccedenza rispetto alle finalità per cui il consenso al trattamento fu reso.

Laddove, invece, il consenso dell’interessato è revocato il dato ripristina la sua natura di diritto indisponibile, rientrando nell’ambito del perimetro dei diritti della persona non più intesa in senso tradizionale, nome, immagine, reputazione ecc., ovvero come diritto alla privacy, ma nell’ambito più vasto delle sue relazioni e rapporti ossia dell’idea pubblica che ciascuno ha di se o di quella che ritiene che dovrebbe essere la rappresentazione pubblica di se e che la pubblicità del dato, invece, lede".

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