Riconoscimento qualifiche e ricompense ai partigiani: online nuova documentazione

Su iniziativa dell’Archivio Centrale dello Stato sono state digitalizzate, per la libera fruizione in rete, 280 nuove buste, oltre 250.000 nominativi e 51 registri del fondo del Ministero della Difesa RICOMPART

280 nuove buste, oltre 25.000 mila nominativi e 51 registri. Queste le dimensioni quantitative della nuova documentazione del Ministero della difesa, RICOMPART, relativo al servizio di riconoscimento qualifiche e ricompense ai partigiani che, dopo un intervento di digitalizzazione, l’Archivio centrale dello Stato ha reso disponibile online. 

Grazie all’intervento, gli utenti e ricercatori hanno ora la possibilità di consultare - tramite la Digital library dell’Archivio o presso la sua sala studio - 280 nuove buste concernenti:

  • le ricompense al valor militare elargite ai partigiani nell’arco temporale che va dal 1945 al 2004, con un database di oltre 25.000 nominativi;
  • la Commissione di 2° grado, con relative sottoserie, tra cui quella dei verbali pressoché completa;
  • 51 registri di verbali della Commissione unica nazionale, redatti tra il 1968 e il 1994.

Tale documentazione si unisce a quella della Commissione di riconoscimento laziale (inv. analitico a cura di C. M. Fiorentino, 2020), già a disposizione dei ricercatori.

L’Archivio centrale dello Stato - si legge in una nota - raccoglie così i frutti di un lavoro articolato e paziente sull’archivio del RICOMPART, l’Ufficio creato nell’immediato dopoguerra per la valutazione delle richieste di coloro che avevano partecipato alla lotta di Liberazione, un percorso di interventi a cura dell’Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR), con l’Istituto nazionale ‘F. Parri’ e l’ACS, che ha preso avvio nel dicembre 2020 con la pubblicazione dello schedario generale di oltre 700mila nominativi (accessibile al link https://partigianiditalia.cultura.gov.it), e che è proseguito con il censimento complessivo della vastissima documentazione del fondo a cura dell’ACS e che continua tutt’oggi allo scopo di favorire la consultazione di nuova documentazione nel 2025”.

Approfondisci sul sito dell’Archivio centrale dello Stato

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ultima modifica 2024-06-19T16:14:10+02:00
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