Ricerche genealogiche e fonti archivistiche online: una testimonianza

Un articolo pubblicato sul sito Il Post approfondisce il crescente interesse relativamente alle ricerche genealogiche e la conseguente rilevanza acquisita dalle fonti archivistiche.

Su Il Post, la giornalista Ludovica Lugli ha dedicato una testimonianza relativa al proprio crescente interesse per le ricerche genealogiche, finalizzate all’esercizio della cosiddetta post-memoria, termine col quale si fa riferimento allo sforzo di immaginare il pensiero e il vissuto dei propri antenati alla luce delle esperienze e dei modelli mentali propri dei nostri giorni. L’articolo fa anche riferimento a due servizi online, basati sulla consultazione di fonti archivistiche, che hanno permesso alla Lugli di effettuare parte delle proprie ricerche.

Il primo si chiama MyHeritage, è gestito da una società israeliana ed è concettualmente affine a un social network. Il servizio ha delle funzionalità gratuite e altre avanzate a pagamento. Presentando le sue caratteristiche di funzionamento, la Lugli spiega che “permette di comporre e visualizzare il proprio albero genealogico noto in vari modi e, quando si inseriscono i dati di una persona presente nell’albero genealogico di un altro utente, oppure in una banca dati a cui MyHeritage ha accesso, segnala la corrispondenza”.

L’altro servizio è il portale italiano Antenati, istituito su iniziativa del Ministero della Cultura e oggetto di un recente restyling, grazie al quale è possibile consultare digitalmente una parte degli atti di nascita, di morte e di matrimonio conservati negli archivi di Stato italiani. Nell’articolo la giornalista precisa che al momento il sito è incompleto, perché solo 65 archivi su 100 hanno cominciato a digitalizzare i propri documenti, e molti non hanno finito di farlo, aggiungendo anche che non tutti i documenti disponibili sul sito sono indicizzati.

Descrivendo l’utilizzo dello strumento, la Lugli parla di una esperienza molto divertente. “Una volta capito come usare il sito - scrive - mi sono divertita tantissimo. Già al primo documento trovato mi sono sentita come dentro a una caccia al tesoro e portando avanti la ricerca, un antenato dopo l’altro, l’entusiasmo è solo aumentato, anche dopo essere finita in qualche vicolo cieco e dopo aver seguito false piste”.

Presentando il restyling del portale poche settimane fa, anche Anna Maria Buzzi, Direttore Generale Archivi per il Ministero dei Beni Culturali, aveva parlato del divertimento e della passione come elementi fondamentali alla base della promozione del progetto Antenati come vero proprio “apripista” verso il più vasto mondo degli archivi. È proprio cercando le tracce dei propri antenati - aveva dichiarato a riguardo - che molti utenti e appassionati si avvicinano per la prima volta agli archivi e al loro immenso patrimonio".

Leggi l'articolo completo sul sito del Post.

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pubblicato il 2022/01/18 16:23:55 GMT+2 ultima modifica 2022-01-18T16:23:55+02:00

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