Definite le modalità per il deposito dei piani urbanistici

Le regole per la produzione degli atti amministrativi e tecnici dei piani, e le indicazioni per la loro trasmissione sono contenute in una circolare emanata dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con il Polo archivistico regionale dell’Emilia-Romagna. Il provvedimento tiene conto di quanto disposto in materia dal Codice dell’Amministrazione Digitale

I contenuti della circolare

La circolare (“Circolare in merito alle modalità operative di deposito di strumenti urbanistici in formato digitale presso la Regione Emilia-Romagna (procedure articoli 29 della LR 37/2002 e 41 della LR 20/2000)”) è stata emanata lo scorso 3 ottobre dal Servizio Opere e lavori pubblici. Legalità e sicurezza. Edilizia pubblica della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con il Polo archivistico regionale dell’Emilia-Romagna (ParER), per dare attuazione alla legge regionale 7 dicembre 2011, n. 18  (“Misure per l'attuazione degli obiettivi di semplificazione del sistema amministrativo regionale e locale. Istituzione della sessione di semplificazione” ed alle "Linee guida per la gestione documentale”). Ai sensi del Codice dell’Amministrazione Digitale e delle sue successive modifiche, il provvedimento definisce le regole per il confezionamento dei file degli atti amministrativi e tecnici dei piani urbanistici oggetto di deposito, e le diverse modalità per la loro trasmissione, sulla base dell’allegato tecnico n. 9 “Trattamento di documenti di grandi dimensioni” alla Determina Dirigenziale n. 7674/2013 di approvazione delle “Linee guida per la gestione documentale” per la Regione Emilia-Romagna.

La circolare riguarda sia le varianti urbanistiche ai Piani Regolatori Generali (PRG), ai sensi delle norme transitorie di cui all’art. 41 della Legge regionale n. 20 del 2000, sia i piani urbanistici della stessa norma: Piani strutturali comunali (PSC), Regolamenti urbanistico edilizi (RUE), Piani operativi comunali (POC) e loro varianti, secondo le disposizioni dell’art. 29 della Legge regionale n. 37 del 2002, che norma anche le procedure di pubblicazione dei relativi avvisi nel Bollettino Ufficiale Regionale Telematico (Burert).

Tali atti sono soggetti a conservazione, in base al “Codice dei beni culturali e del paesaggio” (Decreto legislativo n. 42 del 2004), che definisce tutta la documentazione prodotta dagli Enti pubblici come “bene culturale” sin dalla sua formazione, e come tale soggetta a protezione e tutela.

La circolare può essere scaricata da una pagina web del sito tematico E-R Territorio sulla quale sono disponibili anche due moduli da utilizzare per precisare le caratteristiche dell’unità documentale (lo strumento urbanistico o sua variante) oggetto di deposito in conservazione: il “Fac-simile di dichiarazione di conformità agli originali analogici”, necessario per l’attestazione di rispondenza dei file ai documenti originali approvati, e il “Fac-simile di lettera di trasmissione per il deposito di uno strumento urbanistico”.

I risultati già raggiunti in materia di dematerializzazione dei piani urbanistici

Anche prima dell’emanazione della circolare, diverse amministrazioni emiliano-romagnole avevano già intrapreso la strade della dematerializzazione dei piani urbanistici. Al momento infatti, sono circa cinquanta gli enti che hanno depositato strumenti urbanistici in formato digitale – tra cui PSC, RUE, POC e relative varianti – presso ParER, che provvede alla loro conservazione nel rispetto delle norme in materia.

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