Verso un ecosistema sostenibile per la conservazione a lungo termine dei patrimoni culturali: l’esperienza di PREFORMA

Il progetto PREFORMA, promosso dalla Commissione Europea in collaborazione con nove archivi e musei nazionali di otto paesi europei, nasce per migliorare la qualità dei file digitali con i quali vengono conservati nel lungo periodo i materiali dei patrimoni culturali attraverso la creazione di soluzioni standardizzate. Dal 2017 ad oggi vediamo a che punto siamo.

Nel 2017 nove archivi e musei nazionali di otto paesi europei hanno collaborato alla stipula dell’appalto pre-commerciale PREFORMA, per migliorare la qualità dei file digitali con i quali vengono conservati nel lungo periodo i materiali dei patrimoni culturali.

Grazie a questo passaggio, a livello internazionale sono state successivamente adottate tre soluzioni standardizzate, con codice sorgente aperto per migliorare la capacità, l'accuratezza e la qualità della conservazione digitale a costi accessibili.

La stipula dell’appalto è stata preceduta da una attività di consultazione rivolta a istituzioni culturali e delle conservazione di tutto il mondo, di modo da creare specifiche di gara tarate sui più comuni requisiti e scenari di acquisto. La consultazione ha riguardato anche il mondo delle imprese e della ricerca, per conoscere i più recenti sviluppi tecnologici.

Nello specifico, le soluzioni open source introdotte grazie al progetto garantiscono una gestione affidabile delle attività assessment e correzione per un numero progressivamente crescente di collezioni digitali destinate alla conservazione a lungo termine. “PREFORMA - si legge in una nota della Commissione Europea che presenta l’esperienza - ha supportato le imprese, con particolare riferimento a quelle di piccole e medie dimensioni - e con esse le fondazioni, a portare sul mercato strumenti di verifica della conformità affidabili e standardizzati; contestualmente ha anche accresciuto l’interesse collettivo sulla necessità di continuare a investire per la creazione di strumenti di alta qualità a supporto della conservazione digitale”.

Una volta concluso il progetto, prosegue la nota, non solo le istituzioni culturali coinvolte nel progetto hanno adottato gli strumenti derivanti dalla sua realizzazione.

Al momento infatti, si contano già circa 70.000 i download delle soluzioni da parte di istituzioni culturali e della conservazione di oltre 150 paesi: il 60% dall'UE, il 30% dagli Stati Uniti e il 10% dal resto del mondo.

Leggi la notizia completa sul sito della Commissione Europea.

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pubblicato il 2020/11/26 13:30:00 GMT+1 ultima modifica 2020-11-26T13:58:40+01:00

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