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Introduzione

fondi di archivio — immagine via Wikipedia

Nell’ambito della rubrica sulle tematiche della gestione documentale curata dal progetto Procedamus su Filodiritto, Gianni Penzo Doria ha pubblicato l’approfondimento "Il mito della classificazione plurima: è possibile classificare due o più volte lo stesso documento?". Nell’introduzione si legge quanto segue.

“Un documento, in casi peraltro non frequenti, può riguardare più di un argomento. La domanda nasce spontanea: perché non assegnargli più indici di classificazione? Il software lo permette con un clic, sembra comodo e ‘in fondo, cosa sarà mai, tanto vale trovarlo in più modi’.

È la cosiddetta classificazione plurima: una pratica silenziosa, tanto diffusa quanto poco discussa dal punto di vista della sostenibilità teorica. Si può fare? O si dovrebbe fare per accontentare chi desidera avere più punti informativi di accesso all’informazione contenuta nei documenti?

Dobbiamo premettere come non tutto ciò che risulta informaticamente possibile lo è anche giuridicamente e, nel nostro caso, anche archivisticamente. In più, si tratta di una soluzione infida, perché apparentemente genera maggiore informazione la quale, tuttavia, diventa entropia. Come dieci zollette di zucchero non rendono il caffè più buono, così l’utilizzo di più classificazioni polverizza il significato del vincolo archivistico.

Vediamone insieme le ragioni, incrociando il diritto amministrativo con le scienze del documento, archivistica e diplomatica in particolare”.

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Ultimo aggiornamento: 14-07-2026, 09:27