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Introduzione

focus — foto di Romain Vignes via Unsplash

Su Agenda Digitale è stato pubblicato l’approfondimento “Firma digitale post-quantum: cosa cambia con i nuovi standard”, a firma di Elia Pinto. “La firma digitale — si legge nell’abstract — entra in una fase di trasformazione con l’avanzata del calcolo quantistico. Dagli algoritmi classici come RSA ed ECDSA ai nuovi standard post-quantum, la migrazione coinvolge PKI, norme europee, CAD, fornitori fiduciari e architetture tecniche”. Di seguito l’introduzione.

“L’integrità delle transazioni digitali e l’autenticità dei documenti informatici oggi si basano su fondamenta matematiche che l’avvento del calcolo quantistico rischia di rendere improvvisamente friabili. La sicurezza degli algoritmi attuali, come RSA e gli algoritmi basati sulle curve ellittiche (ECDSA), si basa sulla difficoltà computazionale di risolvere problemi quali la fattorizzazione di grandi numeri interi e il calcolo del logaritmo discreto.

Per decenni, abbiamo considerato queste barriere come certezze immutabili; tuttavia, è noto dal 1994 l’algoritmo di Shor sulla fattorizzazione dei numeri interi in numeri primi. L’algoritmo è utilizzabile su computer tradizionali ad alte prestazioni ma è con l’avvento del computer quantistico che si è reso evidente il rischio della possibile risoluzione di tali problemi in tempi polinomiali, trasformando ere geologiche di calcolo in poche ore di elaborazione”.

Nel prosieguo dell’articolo, l’esperto approfondisce i seguenti aspetti:

  • Firma digitale post-quantum e vulnerabilità della PKI
  • La transizione tecnologica: dai bit ai reticoli multidimensionali
  • Il quadro normativo italiano ed europeo: eIDAS 2.0 e il CAD
  • Prestazioni e impatti sull’architettura dei sistemi
  • Prospettive conclusive.

Leggi l’approfondimento su Agenda Digitale

Ultimo aggiornamento: 01-06-2026, 12:20