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Introduzione

scaletta di un concerto dei Nirvana del 1989 — Adam Jacobs Collection, Internet Archive

A partire dal 1984, Adam Jacobs, cittadino americano residente a Chicago, ha cominciato a registrare con mezzi di fortuna — a partire da un Dictaphone preso in prestito dalla nonna, per proseguire con walkman e registratori, fino a device digitali sempre più evoluti — migliaia di concerti di band punk, indie e rock, ma anche di altri generi, nella propria città e in tante altre degli Stati Uniti. Negli anni ha dovuto combattere con la diffidenza dei proprietari di locali e altri addetti ai lavori. Col tempo però si è guadagnato sempre più la loro fiducia, fino a ottenere spesso il permesso di collegare i suoi apparecchi alle strumentazioni allestite per i concerti.

In questo modo, con tenacia, pazienza e passione smisurate, è riuscito a registrare più di 10.000 concerti, documentando in particolare i primi passi di band che avrebbero lasciato un segno indelebile nella storia della musica. Per fare alcuni nomi: Nirvana, Cure, Depeche Mode, Sonic Youth, Rem e Björk.

Grazie all’impegno di un gruppo di volontari americani ed europei, questo patrimonio, il cui arco temporale spazia da metà anni Ottanta ai primi anni del Duemila, è in via di progressiva digitalizzazione e sta confluendo nell’Adam Jacobs Collection, accessibile gratuitamente attraverso l’Internet Archive. Di recente, Associated Press ha dedicato attenzione alla storia, fornendo svariati dettagli che spaziano da come Jacobs, oggi 59enne, ha creato nel corso degli anni l’archivio, alle modalità di organizzazione del lavoro con le quali si sta procedendo alla sua digitalizzazione, catalogazione e pubblicazione in rete.

Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, tutto ha avuto inizio nel 2023, dopo la realizzazione di un documentario su Jacobs a firma della regista Katlin Schneider. È stata la scintilla che ha portato un volontario dell’Internet Archive a contattare Jacobs e dare via al progetto.

Tra i volontari coinvolti, un ruolo importante viene svolto da Brian Emerick, la persona che ogni mese fa visita a Jacobs, preleva scatoloni contenenti dalle 50 alle 100 registrazioni analogiche e successivamente li riversa su file digitali. Una volta realizzato questo passaggio, i file vengono inviati a una nutrita squadra di collaboratori, anche oltreoceano, che si occupano di mixare e masterizzare le registrazioni e aggiungere i metadati e le altre descrizioni necessarie prima del caricamento sui server dell’Internet Archive.

Ad oggi Emerick stima di avere digitalizzato circa 5.500 cassette, a un ritmo che dovrebbe portare a completare il progetto entro alcuni anni. Dall’articolo di Associated Press si apprende che uno degli aspetti più complessi consiste nella ricostruzione dei titoli dei brani. A volte è possibile fare affidamento su appunti presi dallo stesso Jacobs. Altre volte, i volontari danno vita a lunghe sessioni di confronto, arrivando in alcuni casi a coinvolgere gli stessi musicisti, per essere sicuri di documentare le scalette con la massima precisione.

Anche da questo particolare è possibile evincere che la gran parte degli artisti è molto entusiasta del progetto. Ad oggi, le richieste di rimozione di concerti dall’archivio — dove vengono pubblicati senza la richiesta esplicita di consenso da parte degli autori — ammonterebbero a un paio.

Esiste però anche chi ne ha tratto giovamento per pubblicare nuovo materiale. È il caso dei Replacements, band punk particolarmente nota nel panorama musicale underground statunitense, talmente soddisfatta della qualità della registrazione di un concerto tenuto nel 1986 da averla pubblicata come album live, nel 2023.

Leggi la storia sul sito di Associated Press


Ultimo aggiornamento: 18-04-2026, 11:22