Introduzione

L’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma ha costituito occasione per la presentazione della serie "Sguardi in camera": sei episodi della durata di mezz’ora, suddivisi per decenni, per raccontare la storia italiana, dagli anni Venti agli Ottanta, attingendo esclusivamente a filmati amatoriali girati da singoli cittadini italiani.
I filmati provengono dal progetto "Home Movies 100", promosso a Bologna su iniziativa di Fondazione Home Movies - Archivio Nazionale del Film di Famiglia ETS, con il contributo, tra gli altri, della Emilia Romagna Film Commission della Regione Emilia-Romagna. Il progetto ha portato alla raccolta e alla successiva digitalizzazione, catalogazione e descrizione di migliaia di pellicole 8mm, Super 8 e 9,5 mm, create per uso privato, con l’intento di costruire un grande ritratto collettivo delle trasformazioni sociali e culturali che hanno interessato il Paese, adottando una prospettiva profondamente intima, privata e familiare.
L’intera raccolta è consultabile su un portale dedicato e, in occasione della presentazione della serie, è stata oggetto di attenzione sul Corriere della Sera, con un articolo a firma di Walter Veltroni.
“Si va dalla Pathè 9,5, prima macchina da presa maneggevole e trasportabile facilmente — si legge in apertura dell’articolo — alle Canon Super 8. Sono i «filmini», definizione riduttiva, che ciascuno di noi ha girato per documentare i luoghi che incontrava, i figli che crescevano, i momenti indimenticabili che non si volevano dimenticare. Quelli che, quando li rivedi, il cuore ti si stringe.
Paolo Simoni, che dirige il progetto «Home Movies 100», ha raccolto in venti anni circa 40.000 film amatoriali e si propone di formare un vero e proprio archivio della storia degli italiani ripresa e documentata dagli italiani.
Le sei puntate sono il frutto della selezione di questo immenso materiale, conservato a Bologna e fruibile sul sito. La scelta, compiuta da Simoni che firma il soggetto e, insieme a Francesco Corsi, la regia, è davvero molto suggestiva.
Personalmente ho provato una grande emozione nel vedere questi filmati, semplici e familiari, convertiti a documentazione di un tempo collettivo. La piccola storia che si fa grande, perché è sempre comunque storia delle persone che con il loro silenzio, il loro voto, il loro applauso, il loro comportamento, «fanno» la storia, quella con la esse maiuscola. A Pieve Santo Stefano, per iniziativa di Saverio Tutino, vengono raccolti i meravigliosi diari cartacei degli italiani, un materiale eccezionale. A Bologna invece viene classificata e conservata la piccola fatica di cineamatori che non sapevano di immortalare qualcosa che sarebbe stata vista da altri, che sarebbe diventata un frammento capace di documentare la vicenda collettiva di una nazione. Accompagnati dalla voce di Milena Vukotic, ci incamminiamo in questo viaggio del cuore lungo il tempo del nostro paese…”.
Ultimo aggiornamento: 16-12-2025, 11:40
